Perchè costruire una colonna e una testa equatoriale al posto di quelle originali Meade?
La prima cosa intuitiva che viene in mente è il costo: parlando solo dell'usato il treppiedone gigante della Meade e la testa equatoriale valgono quasi mille euro e in fondo essendo fatti di metallo sono alla portata di tanti volonterosi con un minimo d'attrezzatura.
Chiaramente serve un amico veramente paziente e soprattutto dotato di un bel tornio per realizzare qualche dettaglio, ma il resto si fa veramente con trapano, saldatrice a elettrodo e flessibile più i soliti attrezzi a mano.
La prima cosa da fare è di rinunciare alla leggerezza. Se si vuole perdere tempo a rifare una cosa già fatta dalla Meade che almeno abbia delle caratteristiche superiori.
Nel mio caso ho realizzato una colonna e una montatura equatoriale per un Meade LX200 12 pollici - ma soprattutto 34Kg - il che lo rende adatto solo a un astrofilo robusto o a una coppia di astrofili (io e mia figlia...).
Detto questo non ha senso produrre una montatura che abbia il pezzo più leggero che non sia almeno di 10-15 Kg visto che comunque lo strumento richiede un bel po' di muscoli dato che ne pesa 34 solo lui.
La colonna è stata realizzata da un tozzo spezzone di tubo da 150 mm di diametro dello spessore di 5mm (si lo so, è troppo! Ma non avevo altro e alla fine non mi pento della stabilità ottenuta).
La lunghezza è stata scelta in 60 cm che rappresentano la possibilità di osservare basso sull'orizzonte senza montare su uno sgabello.
Il mitico treppiedone gigante della Meade era altissimo - 105 cm di quota con le zampe telescopiche tutte accorciate... non oso pensare a come sarebbe stato con la testa equatoriale e le zampe un po' allungate.
A parte l'altezza e la capacità di raccogliere le ventate non si capisce bene come alla Meade immaginino l'azione del montaggio dello strumento da 34 Kg a 140 cm di quota; forse con una gru da comprare a parte sempre alla Meade??? Boh!!
Poi le zampe! Ovviamente smontabili e realizzate con triangoli di ferro per avere la massima robustezza e stabilità.
Per raccordarle stabilmente alla colonna tonda ho utilizzato un pezzo di ferro ad U i cui bordi aderiscono perfettamente alla struttura circolare.
Il ferro a U sul quale si sviluppa la zampe è poi fermato alla colonna semplicemente con due viti (una in alto che lavora poco e una in basso che lavora in trazione e che regge tutto il peso).
Per avere una migliore robustezza ho saldato all'interno della colonna tre strisce di ferro lunghe quanto i ferri ad U e dello spessore di 1 cm in modo da avere dei fori dove avvitare le zampe con ben 1,5 cm di filettatura utile; poi ho usato brugole di acciaio da 10 mm di diametro - robustissimo!!! Le zampe sono state fatte volutamente molto lunghe (forse troppo...) in modo da non avere nessun problema di stabilità visto che un LX200 a forcella su testa equatoriale ha la posizione del baricentro non proprio garantita sul centro della colonna...
Le zampe che vedete nelle foto sono state realizzate con dei cilindri filettati di 16 mm - asta filettata con manopola e farfalla di blocco e in cima un dado cieco di ottone forato dove ho bloccato un normale disco da flessibile (quelli ben spessi per molare la pietra) con un rivestimento di legno per aderire meglio al suolo.
La colonna ha sulla sua sommità tre cilindri filettati di 10 mm che sono discostati grazie a delle alette di ferro saldate.
Poi, per non far vedere le forme brutte, ho riempito gli spazi con vetroresina e infine stucco a due componenti (anche per le tre zampe ho lavorato così). Questi tre cilindri rappresentano il piano d'appoggio sul quale poggia ( e soprattutto ruota) la piastra sulla quale è realizzata la testa equatoriale. La regolazione dell'Azimuth è infatti venuta abbastanza bene. Alla fine si ruota una manopola e si riesce a regolare per 20 gradi (...) con delle precisioni molto elevate, come se si lavorasse su una corona da 60 cm di diametro!!!.
La piastra è ovviamente imperniata al centro da un cilindretto forato (saldato alla piastra) nel quale va infilato un pernio da 10 mm di diametro (avvitato in cima alla colonna tra i tre cilindretti di sostegno). La piastra di base della testa equatoriale ha ovviamente 3 asole (i 20 gradi menzionati prima) attraverso le quali tre viti a brugola di 10 mm (tutte uguali in tutta la realizzazione...) frizionano e poi bloccano molto saldamente il tutto.
Ho ovviamente costruito una piastra inclinata sulla polare con le forature adatte al telescopio Meade LX200 con in aggiunta un foro centrale per poter (eventualmente) inserire anche il vitone centrale oltre alle tre solite viti di bloccaggio. Tale piastra è tenuta su da quattro robuste brugole in acciaio da 10 mm ( le solite...) e da una manopola di regolazione dell'altezza. Poi la regolazione fine in altezza la si fa direttamente con la zampa puntata a Sud - sempre che la regolazione in azimuth non abbia decentrato troppo la testa equatoriale rispetto alla zampa Sud. Sul campo la montatura si è dimostrata molto valida. Si monta in 10 minuti e il pezzo più grosso si solleva ancora con una sola mano. Inoltre il ferro con cui è stata costruita permette di maneggiarla senza troppi riguardi; al massimo si può graffiare in qualche punto, ma sostanzialmente i meccanismi possono subire dei colpi anche violenti senza danno.
Questo offre una bella tranquillità sia nello stivaggio nella bauliera che nel maneggiamento delle parti al buio durante le osservazioni.
Auguri quindi a coloro che vollessero intraprendere la costruzione di una colonna e di una testa equatoriale.Non mancheranno certo le soddisfazioni, ma sicuramente non mancherà il lavoro. Eventualmente sappiate che la colonna e le zampe rappresentano 1/4 del lavoro e la testa equatoriale gli altri 3/4.
Potete sempre limitarvi alla costruzione della sola colonna. Con poca spesa vi assicurate una grande stabilità con la certezza di fare bella figura.