Il seguente procedimento (noto come metodo di Bigourdan, che lo descrisse nel 1893) consente la messa in stazione di un telescopio equatoriale anche senza la visione della stella Polare e con strumenti privi di cerchi graduati ma comunque col moto orario attivo.
Dopo un grossolano orientamento dell'asse orario sulla zona presunta del polo celeste, si dirige il telescopio su una stella prossima all'equatore celeste e al meridiano (+ o - 30 minuti).
La si segue per qualche minuto e, col moto orario acceso, si controlla la sua posizione al centro del campo di un oculare a forte potere (ad esempio 180x).
Si deve usare un oculare con reticolo per valutare esattmente la posizione della stella di riferimento.
Se l'immagine della stella tende ad andare verso nord, significa che l'asse polare punta verso ovest. Occorre allora spostarlo verso est agendo esclusivamente sulla meccanica dell'azimut.
Naturalmente se l'immagine tende a dirigersi verso sud vuoi dire che l'asse punta verso est e l'asso polare andrà spostato verso ovest.
L'operazione si completa con approssimazioni successive, controllando ad ogni correzione la tendenza dell'immagine a salire o scendere e si conclude quando essa non mostra spostamenti sensibili ne verso sud ne verso nord per almeno 5 minuti.
... e siamo a metà dell'opera; a questo punto l'asse polare è posizionato in azimut.
Ora si tratta di sistemarlo alla giusta altezza. Per questo si osserva il comportamento di una stella a circa 6 ore dal meridiano e ad una declinazione di +40° o +50°.
Con una stella ad est, se l'immagine sfugge verso nord, vuoi dire che l'asse polare punta troppo alto e viceversa se si ha la "deriva" verso sud.
È ovvio che puntando una stella ad ovest le operazioni risultano opposte, e cioè se l'immagine della stella si dirige a nord significa che l'asse polare punta troppo basso. Per queste correzioni si agisce esclusivamente sulla regolazione in altezza.
Come detto sopra, il tutto termina con la rifinitura della messa a punto dell'azimut.
La rifrazione atmosferica non è stata considerata perché si suppone che le stelle siano ad almeno 20° sopra l'orizzonte e da qui in su lo scostamento risulta trascurabile ai fini dello stazionamento delle piccole montature equatoriali.
Conviene comunque crearsi una piccooa tabellina cartacea (durante gli star party se ne vedono parecchie incollate sulle montature) con le regole scritte in maniera più ortodossa del tipo:
"se la stella va in su ruotare in senso orario la manopola verde".
Sembrano stranezze ma queste semplici regole che sono specifiche per certe montature, vengono ricavate sperimentalmente, rendono velocissimo questo metodo.
E' molto importante considerare l'eventuale presenza di un angolare che capovolge destra-sinistra ma non alto-basso.